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17 gennaio 2012 - Nonostante la contrazione delle risorse statali e regionali il bilancio di previsione della Regione Veneto per il 2012 riesce a conservare pressochè inalterate le voci di spesa per la sanità,il sociale, l'istruzione e la formazione, le politiche per il lavoro e latutela del territorio.
Lo ha assicurato l'assessore al bilancio Roberto Ciambetti, presentando alle commissioni riunite del Consiglio regionale del Veneto la bozza del bilancio di previsione 2012 e la relativa legge finanziaria, dando così avvio all'iter istruttorio dei due provvedimenti.
Rispetto al 2011 le manovre governative Tremonti e Monti hanno azzerati i trasferimenti statali senza vincoli di destinazione - ha chiarito l'assessore - hanno contratto quelli vincolati e hanno imposto alle Regioni una riduzione del 6 per cento dei tetti di spesa per gli impegni (meno 54 milioni) e per i pagamenti (meno 56 milioni).
Il trend delle risorse regionali disponibili, già in flessione dal 2010, scende quindi a 1303 milioni, 87 in meno rispetto al 2011: la riduzione sarebbe stata ben più consistente - ha precisato l'assessore al Bilancio - se non fosse in parte mitigata da un'operazione straordinaria di vendita di immobili regionali, il cui ricavato viene prudenzialmente stimato in 79 milioni di euro.
"Un'iniezione straordinaria di liquidità - assicura Ciambetti - che, sommata all'"operazione di pulizia" condotta dall'assessore Giorgetti su mutui e voci riservate all'edilizia pubblica che ha recuperato 30 milioni di euro, e integrata in maniera sostanziosa dai fondi dei programmi comunitari (Fesr, FSE, Fpe e programma rurale garantiscono oltre 220 milioni al Veneto), potrà garantire alla Regione Veneto la sicurezza di riuscire a tenere in equilibrio i propri conti anche per il prossimo anno".
L'unico settore nel quale i trasferimenti statali non saranno al ribasso è la sanità, che vale l'80 per cento del bilancio regionale: gli 8362 milioni del fondo regionale sanitario del 2011 diventeranno 8610 nell'anno in corso, registrando quindi un aumento di oltre il 3 per cento, "grazie - ha sottolineato Ciambetti - al lavoro svolto a Roma dall'assessore Coletto che in sede di confronto tra Stato e Regioni ha difeso i criteri del finanziamento pro capite rispetto a quelli della "deprivazione"".
Complessivamente, il bilancio della Regione Veneto per il 2012 supererà i 14 miliardi di euro.
Escludendo le risorse destinate alla sanità, a fare la parte del leone nel bilancio 2012 sono le spese per il territorio, l'ambiente e le infrastrutture (1347,7 milioni, di cui 420 stanziati direttamente dalla Regione) e le spese tecniche di funzionamento della 'macchina' regionale (1075 milioni, di cui 476 fonte regionale). In lieve contrazione le spese per la cultura (13,6 milioni, due in meno rispetto al 2011), per l'istruzione e la formazione (89,8 milioni di euro, due in meno rispetto all'anno scorso), per la sicurezza e l'ordine pubblico (250 mila euro, 100 mila in meno rispetto al 2011), per lo sport e il tempo libero (1,59 milioni rispetto ai 2,8 dello scorso anno). All'interno di questi capitoli troveranno risposta le scuole materne paritarie (alle quali vengono assicurati 43 milioni di contributi), le borse di studio (13 milioni) e i buoni scuola (7 milioni).
Ben più consistenti, invece, i tagli alle politiche sociali, che potranno disporre di 71,58 milioni rispetto ai 127,77 dello scorso anno.
"Il fondo di rotazione di 50 milioni di euro istituito nel 2011 per finanziare investimenti nelle strutture sociali e sociosanitarie è stato stoppato dalle disposizioni del decreto governativo 118 e quindi non verrà più rifinanziato - ha spiegato Ciambetti rispondendo ai rilievi preoccupati dei consiglieri di opposizione - Escludendo le risorse destinate al fondo, i fondi per gli interventi sociali risultano invece in lieve aumento".
In aumento i capitoli riservati alle politiche per il lavoro che passano dai 12,5 milioni del 2011 ai 13 di quest'anno, quelli per l'agricoltura (da 74 a 82 milioni), per il commercio (da 490 mila euro a 2,3 milioni), per la promozione economica e fieristica (da 1,7 a 3,1 milioni), per lo sviluppo delle piccole e medie imprese (da 15,7 milioni a 18,47) e per le politiche energetiche (50,5 milioni nel 2012).
Nell'area dello sviluppo economico, l'unico settore a registrare il segno meno risulta essere il turismo che vede contrarre le risorse regionali da 14,9 a 5,9 milioni di euro e potrà contare su una disponiblità complessiva di 9,5 milioni di euro solo grazie a finanziamenti di fonte statale e comunitaria.
In significativo aumento, invece, le risorse per l'edilizia residenziale pubblica, grazie al lavoro di recupero finanziario condotto dall'assessore di comparto che consente di passare dai 20 milioni del 2011 agli oltre 40 milioni di quest'anno, e i fondi per la tutela del territorio che - tra risorse regionali e risorse statali e comunitarie - assommeranno a 168,5 milioni di euro.
In aumento anche i finanziamenti per la mobilità regionale e il trasporto locale su gomma e su rotaia che potranno così contare su 253 milioni per bus e tram e su 96 milioni per i servizi ferroviari regionali.
Infine la bozza di bilancio di previsione conferma i 334 milioni per la salvaguardia di Venezia e della laguna, porta a 54 milioni le disponibilità per la protezione civile (di cui, peraltro, solo un milione e 200 mila euro di provenienza diretta da parte della Regione) e comprime in poco più di 53 milioni e mezzo di euro le spese istituzionali per il funzionamento di Giunta e Consiglio, con un taglio del 11,5 per cento rispetto ai 61,5 dell'anno scorso. "Ci piacerebbe che le scelte virtuose del Veneto sul costo delle proprie istituzioni e apparati - ha commentato Ciambetti - fossero prese ad esempio anche dalle altre Regioni e dagli altri livelli di governo".

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