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31 agosto 2015

All’Assessore ai Servizi Sociali della Regione Veneto

MANUELA LANZARIN

 

Oggetto: inclusione sociale-vita indipendente- linee-guida 2015 per la presentazione dei progetti sperimentali - richiesta d’incontro

 

Gentile Assessore,

lo scorso 11 agosto ho avuto il piacere di incontrarla con una delegazione del “Movimento Vita Indipendente”, oggetto dell’incontro le modalità di erogazione e rendicontazione delle ICD da parte delle aziende ULSS.

Con la presente sono a chiederle un incontro per affrontare un altro importante aspetto attinente all’inclusione sociale e alla Vita indipendente delle persone con disabilità.

Come lei sa il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato le Linee guida 2015 per la presentazione da parte delle Regioni di progetti sperimentali per l’inclusione sociale e la vita indipendente, in attuazione della Convenzione ONU. Sono ormai tre anni che il Ministero delle Politiche Sociali si appropria di una competenza esclusiva delle Regioni distraendo risorse dal Fondo Nazionale per le non autosufficienze, 10 milioni di euro per il 2015, che poi vengono nuovamente ripartite alle Regioni in seguito ad all’accordo raggiunto in sede di Conferenza unificata.

In questo modo il Ministero avoca a sé volutamente e con l’incomprensibile consenso delle Regioni la gestione degli interventi sperimentali. Le Regioni sono state costrette nel 2013 e 2014 a presentare, a causa de i tempi ristretti, progetti improvvisati e senza alcuna logica programmatoria per usufruire del previsto finanziamento che per il Veneto nel 2014 è stato pari ad 800.000,00 euro.  Le segnalo a questo proposito che la regione Veneto ha presentato nel 2014 solo 5 progetti, rispetto ai 10 possibili, rinunciando alla metà del finanziamento disposto dal Ministero. Tra le interrogazioni presentate troverà traccia di quanto le segnalo. Di tutto questo ho infatti informato i capigruppo consiliari di maggioranza e minoranza.

Le Regioni devono presentare entro il 9 ottobre 2015 i progetti sperimentali inclusivi da realizzarsi in collaborazione con la persona con disabilità sulla base di un piano personalizzato. I progetti sono rivolti a persone con disabilità con un'età compresa tra i 18 ed i 64 anni. Ogni proposta progettuale può beneficiare di un massimo di 80.000 euro di finanziamento da parte del Ministero, mentre la Regione garantisce, in forma diretta o tramite l’ambito territoriale candidato, il co-finanziamento per una quota non inferiore al 20% del costo complessivo.

Visto che il Ministero in nome di una supposta sperimentazione continua proditoriamente, a mio parere anche in violazione delle competenze costituzionalmente attribuite alle Regioni, ad interferire negli indirizzi e nei programmi sociali regionali le chiedo se non ritenga opportuno sollevare il problema in sede di Conferenza delle Regioni.  

Le chiedo inoltre un incontro urgente per esporle compiutamente le proposte della FISH.

In attesa di riscontro la ringrazio per l’attenzione.

Cordialmente

 

Flavio Savoldi

Presidente FISH veneto

 

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