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dal Giornale di Vicenza del 27-03-2014

Le luci per disabili ora sono un caso «Inutile spreco»

VICENZA. La scena potrebbe essere questa: arriva il disabile in auto, mettiamo in ospedale o al park Canove in centro. Parcheggia ma ha bisogno di aiuto per tirare fuori la carrozzina dal baule. Preme su un telecomando o su una app del cellulare e su un palo alto 5 metri poco distante si accende una luce rotante. Un segnale stile batman, se vogliamo. E aspetta. Aspetta che arrivi qualcuno per dargli una mano: un passante, una signora con la spesa o uno studente uscito da scuola. E se non c´è nessuno potrebbe aspettare chissà quanto. Infatti le associazioni dei disabili hanno definito il progetto «una buffonata e anche offensiva». Progetto che anche se nessuno vuole è stato approvato dalla Regione Veneto con tanto di delibera da 197 mila euro.
Si chiama “Progetto Aiutati” (sottotitolo: “Per aiutare te stesso ed essere utile agli altri”) e a proporlo è stato lo stesso assessore agli Affari sociali Remo Sernagiotto. Quello che oramai tutti conoscono come “l´assessore con la pistola” perché ha ammesso di girare da anni con una calibro 38 infilata nella cintola.
Il sistema di “luci rotanti”, che suona un po´ da manga giapponese stile Ufo robot, è stato presentato ancora qualche mese fa. Ma nonostante lettere, proteste, raccolte firme e perfino una diffida delle associazioni disabili vicentine spedita per conoscenza al Comune di Vicenza, il 20 febbraio scorso la delibera è passata. Le adesioni dai comuni capoluogo alla sperimentazione dovranno arrivare entro il 31 marzo. Se dicono di sì la regione installerà a sue spese (anche di manutenzione) per 3 anni 20 postazioni per città.
Vicenza? Ha detto «no grazie». Dopo che prima tre consiglieri comunali e poi l´assessore alla Comunità Isabella Sala hanno sentito i rappresentanti delle associazioni disabili come Aias, Anfas, Associazione Coscioni, Uildm. Che gli hanno detto cosa pensavano del progetto Aiutati. Si va da «un´idea malsana» a «sperpero di soldi» fino a «un´offesa» e «una buffonata». Conclusione: Isabella Sala ha scritto a Sernagiotto per dire che Vicenza «non è interessata al progetto ma è disponibile a discutere e partecipare ad altre proposte». Utili ai disabili.
Spiega l´assessore: «Eravamo stati convocati qualche mese fa in Regione ma non avevano subito spiegato cos´era. Poi visto il progetto abbiamo chiesto alle varie associazioni. E con loro abbiamo convenuto che non porta alcun beneficio, per di più in tempo di tagli». Così la lettera e la rinuncia ai lampioni di “Aiutati”.
Ma in questi mesi si era già fatto sentire anche il mondo che si occupa di handicap. Come Flavio Savoldi, della Fish del Veneto (Federazione italiana per il superamento dell´handicap): «Spacciare quel progetto per un intervento a sostegno della vita indipendente delle persone con disabilità, come è stato fatto dall´assessore regionale, è un insulto all´intelligenza». O Elisabetta Gasparini, rappresentante della Unione lotta alla distrofia muscolare di Venezia che aveva parlato di «proposta che non solo non interessa alle persone con disabilità, ma che le indigna» e di «iniziativa non realista, impossibile da realizzare e con grossi pericoli per la sicurezza delle persone» oltre che «causa di spreco inutile di danaro pubblico».
Il mondo della disabilità veneto e vicentino esce tra l´altro dalla lunga lotta contro i tagli al sociale. Come la mannaia dell´Ulss 6 che stava per cadere sui centri diurni solo da poco ritirata. Ma di tagli ne sono restati. Non però per i 180 pali segnalatori alimentati da pannelli solari. Che, ironizza chi da anni vive sulla carrozzina «sono un segnale soprattutto per i ladri che così sanno che c´è un disabile da solo in auto».

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