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 nota di Savoldi sulla manifestazione del 13 dicembre a Padova "SiAMO IL SOCIALE"


VENERDI’ 13 DICEMBRE - PALAFABRIS PADOVA  - “SiAMO IL SOCIALE 2”

Venerdi 13 dicembre al Palafabris di Padova cinquemila persone hanno provato a spiegare a  Zaia cosa pensano e cosa vogliono. Con qualche bordata di fischi hanno anche reso evidente un civile dissenso, per altro senza ostilità. Al Palafabris c’era quasi tutto il terzo settore: cooperazione sociale, associazioni,  persone con disabilità, familiari, operatori, amministratori e cittadini. La manifestazione “SiAMO IL SOCIALE 2” ha dato ancor più visibilità a quel profondo disagio che in questi anni si è espresso nelle sale pubbliche, nelle strade e nelle piazze di tante città del Veneto. La protesta nei confronti di una politica sociale ritenuta priva di prospettive, che taglia i servizi e mette il diritto in lista d’attesa sta SIAMO IL SOCIALE-fish verona 1infatti assumendo in Veneto una dimensione mai vista, e la mobilitazione prosegue. La petizione della FISH - migliaia di firme già raccolte - è diventata un strumento di ulteriore disapprovazione dell’operato della Giunta Zaia ed in particolare dell’assessore “contro” i servizi sociali, Remo Sernagiotto.      

La manifestazione di Padova come ha sottolineato Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Federsolidarietà del Veneto, capofila della manifestazione, pur esprimendo una forte critica alla politica sociale regionale non era pregiudizialmente ostile, chiedeva anzi ascolto, confronto, dialogo. Eravamo d’accordo anche noi, la FISH veneto, la componente più critica dei manifestanti che da tempo contesta apertamente la politica sociale della Giunta. 

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it." align="right" height="212" hspace="8" width="282">La risposta di Zaia è stata fredda e flebile, di maniera, evasiva, supponente ed anche un po’ arrogante.   Il suo è stato un piagnisteo populistico sulle regioni virtuose e quelle che invece non lo sono, a tratti quasi provocatorio. Ha usato il solito logoro armamentario dell’amministratore che … non deve chiedere mai. Non si è chiesto perché quelle cinquemila persone si siano alzate di buon mattino per andare al Palafabris a protestare contro la Regione, e alle profferte di dialogo ha fatto spallucce. image005

Avrebbe potuto dire: “sono qui per ascoltare, voglio capire perché mi criticate e dove ho sbagliato. Sono qui per sentire le vostre ragioni e per discutere cosa fare insieme a voi che siete innegabilmente la rappresentanza del sociale. Se volete il dialogo sono pronto e sono anche pronto ad accogliere proposte che siano finanziariamente compatibili con il bilancio regionale”. Avrebbe potuto, ma non lo ha fatto. Volutamente.

Zaia ha preferito fare il centravanti di sfondamento: “nonostante i tagli dello Stato (cioè quelli fatti dal suo governo e dal suo partito con l’azzeramento dei fondi sociali nazionali - ricordiamo) ho stanziato 732 milioni per la non autosufficienza, non ho toccato l’IRPEF, non ho messo le mani nelle tasche dei veneti. Più in la non si va”, dice.

Eh no, questo è troppo, sbotta Paola che fischiando e battendo i piedi insieme ad altri mille segnala a Zaia che sta per superare il limite consentito. E’ stato questo il momento in cui il presidente si è innervosito, ma solo un pochino che cavolo, la Lega non è pastafrolla.    

Noi siamo la FISH,  “siamo il sociale”. Vogliamo cambiare la politica regionale e vogliamo un bilancio che permetta di affrontare i problemi e di costruire un futuro diverso da quello che ci viene prospettato. Pensiamo che la Regione possa fare molto di più e che Zaia non si impegni abbastanza, che da quell’orecchio proprio non ci senta.

Bisogna realmente garantire i servizi sociali e socio sanitari perché oggi così non è.

Dobbiamo convincere la Giunta e il Consiglio regionale che è necessario girare pagina e che ai diritti umani – come ripetiamo spesso – debbano obbligatoriamente inchinarsi, anche i bilanci. Si deve andare più in la caro presidente, molto più in la, e soprattutto bisogna confrontarsi con chi ogni giorno vive il sociale. Dell’assessore Sernagiotto può anche fare a meno.

La seconda manifestazione di “Siamo il sociale” ha dimostrato agli amministratori e agli osservatori più attenti che un pezzo di società è in movimento, che ha superato incertezze e antiche divisioni e che è decisa a farsi ascoltare. E’ un movimento ricco di esperienze che ha nel sociale il proprio comune denominatore, che unitariamente protesta, propone, chiede serietà, rispetto e risposte. Ora lo sa anche Zaia.

Flavio Savoldi

segreteria FISH veneto

siamo il sociale - forti con i debili - foto

 siamo il sociale -palafabris

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