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                       Segreteria  0458010436 - 3496304936

5 novembre 2013

 

Alle associazioni - alle persone con disabilita’ - ai familiari - ai cittadini del Veneto  

 

UNA PETIZIONE PER

AFFERMARE I DIRITTI E CONTRASTARE LA RIDUZIONE DEI SERVIZI

 

La petizione allegata è promossa dalla FISH. E’ una denuncia e un appello che squarcia il silenzio e che intende arrivare in ogni angolo del Veneto. La riduzione generalizzata dei servizi destinati alle persone con disabilità è in atto da tempo e il rischio di un ritorno ad un lontano passato è più che visibile. Bisogna agire subito, informare, sensibilizzare, denunciare, coinvolgere.  Alle numerose iniziative promosse contro la politica sociale e socio sanitaria della Giunta Zaia, miope e fallimentare, la FISH aggiunge ora anche una campagna di raccolta firme in calce ad una petizione che parla chiaro. La petizione si rivolge a tutti i cittadini del Veneto perché la disabilità non è un fatto privato.

Non ci si può nascondere dietro l’alibi della crisi e della mancanza di fondi, non si possono negare le prestazioni domiciliari alle persone in situazione di gravità, non si possono teorizzare e prevedere le liste d’attesa, non si può negare la frequenza piena del centro diurno, non si possono trasformare in ghetti le comunità residenziali, bisogna finirla di chiedere soldi alle famiglie per servizi che sono dovuti.

Le colpe non sono del destino cinico e baro, hanno nomi e cognomi e la FISH lo dice apertamente. Sono i nomi di chi da troppi anni non affronta i problemi veri, di chi si inventa un giorno si, e l’altro pure, il riordino dei servizi, di chi proclama una rivoluzione copernicana alla settimana, di chi si diverte con slogan e battute infelici, di chi colpevolizza le famiglie … che vogliono tutto gratis e non sono mai contente.

Non c’è niente da inventare: bisogna programmare e costruire una solida rete di protezione sociale e socio-sanitaria, non cambiare nome ai servizi. Bisogna investire sui servizi diurni e domiciliari, non favorire la residenzialità a pagamento. La Regione Veneto in un impeto di furia riorganizzatrice riesce perfino a compiere un’impresa impossibile: classifica i servizi domiciliari LEA,  Livelli Essenziali di Assistenza, e allo stesso tempo istituisce il numero chiuso e la lista d’attesa.

La petizione riguarda tutte le persone che vogliono vivere in un paese civile e solidale che rispetti i diritti umani e che promuova politiche sociali di sostegno a chi è in difficoltà.

Quanto sta accadendo non è accettabile ed è necessario alzare la voce, di troppo silenzio e di rassegnazione si rischia di morire. E’ necessario generalizzare la protesta, serve un moto di  indignazione, di corale disapprovazione dell’operato della Giunta regionale.

La FISH chiede a tutti di promuovere iniziative ovunque, di diffondere la petizione, di organizzare la raccolta di firme nelle parrocchie, nei condomini, nelle sedi sindacali, nei luoghi di lavoro, nelle Università e nelle scuole, e nelle piazze con i banchetti e con i gazebo.  Serve un nuovo protagonismo e  una nuova consapevolezza, serve una azione che coinvolga tutte le persone disponibili ad una grande battaglia di civiltà. Perché di questo si tratta.
 

per informazioni e per concordare eventuali iniziative: Flavio Savoldi - 3496304936 – 0458010436

Le firme vanno raccolte su fogli a due facciate che riportino su una facciata la petizione e sul retro della stessa

le firmeLe firme vanno inviate a  Flavio Savoldi – centro studi FISH veneto – stradone Porta Palio 25 – 37122 VERONA

 

pdf button  FISHveneto-PETIZIONE-appello-1-11-2013-.pdf

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