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ACCADE A VICENZA E IN TUTTO IL VENETO:

PRECLUSO L’ACCESSO AI CENTRI DIURNI ALLE PERSONE CON DISABILITÀ INSERITE IN STRUTTURE RESIDENZIALI.

 

Sono numerose le associazioni del territorio vicentino, che stanno valutando la percorribilità di ricorsi legali contro quella decisione dell’ULSS locale, che ha precluso l’accesso ai Centri Diurni alle persone con disabilità inserite in strutture residenziali. «Un provvedimento – si sostiene – che rischia di mandare indietro l’orologio di quarant’anni, quando le persone con disabilità vivevano semplicemente da recluse negli Istituti»

 

La “scintilla” è scoccata dopo la decisione, da parte dell’ULSS 6 di Vicenza, di precludere l’accesso ai Centri Diurni, a partire da questo mese di settembre, alle persone con disabilità che vivono in strutture residenziali. Un provvedimento, questo, duramente contestato dalle numerose Associazioni aderenti al Comi.Vi.H. (Comitato Vicentino Handicap), che oltre a sottolineare la pesante situazione che rischia di crearsi per tante famiglie di persone con disabilità – mandando indietro l’orologio «di quarant’anni, quando le persone con disabilità erano recluse in Istituti, senza alcuna possibilità di vita integrate o lasciate a carico delle famiglie stesse» -, hanno anche evidenziato il rischio, per una cinquantina di operatori, di perdere il proprio posto di lavoro.

E così, la “calda” assemblea (non solo dal punto di vista meteorologico), convocata il 31 luglio a Bertesina, nei pressi di Vicenza, oltre a diventare l’occasione giusta per valutare la percorribilità di un ricorso legale sulla questione, ha costituito anche un utile momento di confronto e riflessione, «per valutare – come riferisce Riccardo Cagnes, coordinatore del Comi.Vi.H. – ogni lecita iniziativa volta a bloccare qualsivoglia decisione non rispettosa dei princìpi fondamentali che intendiamo garantire alle persone con disabilità».
E in tal senso, si è parlato non solo del problema di maggiore attualità in queste settimane – quello appunto dei Centri Diurni – ma anche, segnatamente, di « diritto di accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza, di continuità formativa e di aspettative di inclusione sociale». (S.B.)

Il Comi.Vi.H. (Comitato Vicentino Handicap) è un coordinamento di Associazioni che operano nell’ambito della disabilità. Nato nel 2002, esso opera sul territorio dei Comuni aderenti alla Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 6 di Vicenza. Tra gli scopi statutari, vi è quello dell’affermazione dei dirittti delle persone con disabilità, l’opera di sensibilizzazione verso le Istituzioni e verso la società civile, per lo sviluppo di una cultura di inclusione e integrazione in tutti gli ambiti della vita di un Cittadino.

 

Le Associazioni del territorio che vi aderiscono sono:

A.GEN.DO. (Associazione Down) di Vicenza; AIAS San Bortolo (Associazione Italiana Assistenza agli Spastici); ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale); Aquilone 2004; Autismo Triveneto; H81 Insieme; Associazione Familiari Cooperativa Il Nuovo Ponte; Associazione Genitori Cooperativa Primavera ’85.

L’assemblea di Bertesina del 31 luglio scorso è stata ospitata dalla locale Associazione Genitori de La Nostra Famiglia, che ha anch’essa aderito alle conclusioni tratte durante l’incontro.

 

2 settembre 2013

 

Primo risultato ottenuto dalle Associazioni vicentine

 

Il Comune di Vicenza, infatti, ha chiesto alla Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 6 di sospendere quel provvedimento, duramente contestato da numerose Associazioni, tramite il quale era stato precluso l’accesso ai Centri Diurni alle persone con disabilità inserite in strutture residenziali. Un Tavolo Tecnico dovrà ora cercare di risolvere la questione, ma non cala l’impegno delle Associazioni, su questo e altri problemi

 

Il 27 agosto scorso, infatti, il sindaco di Vicenza Achille Variati e l’assessore alla Comunità e alle Famiglie Isabella Sala hanno inviato una comunicazione a Giuseppe Danieli, presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 6, chiedendo la sospensiva della Delibera del 21 giugno scorso, che aveva portato a quel provvedimento.

«Tale sospensione – riferisce Riccardo Cagnes, coordinatore del Comi.Vi.H. – che vede posticipati al primo ottobre gli effetti della Delibera in questione, sarà utile per la costituzione di un Tavolo che vedrà coinvolti, oltre ai Sindaci e ai tecnici dell’ULSS, anche le Associazioni dei familiari e gli Enti gestori privati erogatori di servizi. Al Tavolo, dunque, spetterà l’oneroso compito di trovare soluzioni alternative per il raggiungimento del pareggio di bilancio, che per il 2013 vede un minor finanziamento regionale di circa un milione e 600.000 euro».
«Pur ritenendosi parzialmente soddisfatte – aggiunge poi Cagnes – le Associazioni dei familiari proseguiranno nel loro impegno, in attesa delle valutazioni tecnico-legali che perverranno dal pool di avvocati ai quali hanno dato mandato. Valutazioni che riguarderanno anche le liste d’attesa per l’accesso ai servizi, nonché la mancata applicazione di quanto previsto dalla Legge Regionale 22/02 [Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, N.d.R.] per le attività diurne sostitutive svolte all’interno delle strutture residenziali». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

3 settembre 2013

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