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FISH veneto

   Segreteria 0458010436          Comunicato stampa   -  Verona 12 febbraio 2012

La Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 9 vuole obbligare le famiglie delle persone disabili che frequentano i Centri diurni a concorrere alle spese di gestione del servizio. Poiché la legge regionale n. 30 del 2009 prevedeche per i Centri diurni non vi sia alcuna compartecipazione, i Sindaci hanno chiesto alla Regione di poterla applicare sui servizi di mensa e trasporto.Dicono di non poter sostenere i costi e di essere obbligati ad introdurre una qualche forma di compartecipazione a carico delle famiglie per evitare il taglio dei servizi esistenti.
Tre anni dopo il fallimentare tentativo di istituire una retta per la frequenza dei Centri, i comuni ci riprovano. L’atteggiamento è lo stesso: ripetitivo e approssimativo, “monotono” si dice oggi, irrispettoso e vessatorio nei confronti delle famiglie, irriguardoso nei confronti del Consiglio regionale.
Avevamo già esposto al sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, e all’esecutivo della Conferenza le ragioni della nostra contrarietà. Di fronte a questo nuovo tentativo, comunichiamo fin d’ora che impugneremo le eventuali deliberazioni in materia. Ci confortano in tal senso le sentenze emanate dal Consiglio di Stato e dal TAR del Veneto.
Invece di ricercare altre soluzioni, praticabili e possibili, invece di esercitare una forte pressione sul Governo Monti e sulla Giunta regionale, i Sigg. Sindaci hanno deciso di svolgere il ruolo di gabellieri. La richiesta di modificare la legge 30/2009, ovvero il “fondo per la non autosufficienza”, e di caricare sulle famiglie nuovi oneri finanziari, è un’azione illogica, priva di serie argomentazioni sotto il profilo giuridico, politico ed anche economico, visto che non riuscirà a conseguire il risultato che si propone. La “compartecipazione” raccoglierebbe infatti risorse irrisorie, ininfluenti rispetto ai costi di gestione, e penalizzerebbe le famiglie già duramente colpite dalla crisi economica e dalla mancanza di servizi adeguati.
Lo ribadiamo: i servizi essenziali sono un diritto Costituzionale. I costi per la realizzazione di una qualificata rete di protezione sanitaria e sociale vanno posti a carico della comunità tutta, e non delle sole persone obbligate a ricorrere ai servizi. E’ questa la via maestra. La Regione e i comuni devono predisporre i bilanci di previsione rispettando i diritti delle persone con disabilità e le leggi dello Stato.
La FISH del veneto e le associazioni aderenti daranno vita ad iniziative di protesta, di sensibilizzazione e di proposta in tutta la provincia. Intendiamo denunciare ai trevigiani la manovra in atto, svelare l’altra verità, presentare le nostre ragioni e proposte. Ci auguriamo che la Conferenza dei Sindaci rinunci a questa azione insensata e riapra il confronto con la FISH e le associazioni del territorio.

l’ufficio di presidenza
Antonino Russo
Lilia Manganaro
Flavio Savoldi
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